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Descrizione
La Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, celebrata come la "Cappella Sistina di Milano", rappresenta uno dei tesori artistici più preziosi e meno conosciuti della capitale lombarda, un gioiello nascosto che racchiude al suo interno uno dei cicli pittorici rinascimentali più completi e meglio conservati d'Italia. Questo straordinario complesso religioso, situato nel cuore di Milano in corso Magenta, custodisce otto secoli di storia, arte e spiritualità che si intrecciano in un racconto affascinante di fede, potere e bellezza artistica.
La chiesa attuale, costruita nella prima metà del XVI secolo su progetto di Gian Giacomo Dolcebuono, sorge sui resti di un monastero femminile di clausura fondato nell'VIII secolo e rappresenta uno degli esempi più significativi dell'architettura rinascimentale lombarda. La sua struttura unica, divisa in due parti - la chiesa pubblica e il coro delle monache - riflette perfettamente la vita monastica femminile dell'epoca e crea spazi di rara suggestione dove l'architettura si fonde armoniosamente con la decorazione pittorica.
Gli affreschi che ricoprono interamente le pareti e le volte della chiesa costituiscono un museo di pittura rinascimentale lombarda di valore inestimabile. Il ciclo principale, realizzato da Bernardino Luini e dalla sua scuola tra il 1520 e il 1524, trasforma ogni superficie in una narrazione pittorica che racconta episodi della vita di San Maurizio, scene della Passione di Cristo, storie di sante e martiri cristiani con una ricchezza di dettagli e una qualità artistica che rivaleggia con i grandi capolavori rinascimentali.
L'opera di Luini, il più importante allievo di Leonardo da Vinci, si distingue per la grazia delle figure, la delicatezza dei colori e quella sfumatura leonardesca che rende ogni volto, ogni gesto, ogni piega di tessuto un piccolo capolavoro di sensibilità artistica. Le scene si susseguono in una teoria infinita di santi, angeli, martiri e figure allegoriche che sembrano animarsi sotto gli occhi del visitatore, creando un'atmosfera di spiritualità e bellezza che trascende il tempo.
Il coro delle monache, separato dalla chiesa pubblica da una grata lignea finemente intagliata, conserva un secondo ciclo di affreschi di straordinaria bellezza realizzato da diversi artisti della scuola luinesca. Questo spazio, dove per secoli le monache benedettine hanno pregato in clausura, mantiene intatta l'atmosfera di raccoglimento e contemplazione, amplificata dalla luce soffusa che filtra attraverso le vetrate rinascimentali e illumina dolcemente le pitture murali.
L'aspetto archeologico di San Maurizio aggiunge un ulteriore livello di fascino: sotto la chiesa attuale si estendono i resti del circo romano di Mediolanum, dove secondo la tradizione subirono il martirio San Maurizio e i suoi compagni della legione tebana. Gli scavi archeologici, visitabili attraverso percorsi guidati, permettono di toccare con mano duemila anni di storia milanese e di comprendere la stratificazione urbana della città.
L'organo rinascimentale, uno dei più antichi e preziosi di Milano, completa l'esperienza sensoriale della visita con concerti di musica sacra che sfruttano l'acustica eccezionale dell'ambiente. Le esecuzioni di musica antica in questo contesto creano un'esperienza di ascolto unica, dove la musica dialoga con l'arte visiva e l'architettura in una sintesi artistica totale.
La chiesa ospita regolarmente eventi culturali di altissimo livello: concerti di musica classica e barocca, conferenze di storia dell'arte, visite guidate tematiche che approfondiscono aspetti specifici della decorazione pittorica e dell'architettura. I percorsi educational per scuole e famiglie utilizzano tecnologie multimediali e laboratori interattivi per rendere accessibile anche ai più giovani questo patrimonio artistico straordinario.
Il Museo Archeologico di Milano, che ha sede nel convento adiacente alla chiesa, conserva e espone reperti di epoca romana e medievale che completano il racconto storico del sito. Le collezioni spaziano da mosaici romani a sculture paleocristiane, da ceramiche medievali a oggetti della vita quotidiana che raccontano otto secoli di storia milanese attraverso i reperti materiali.
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Mappa di lettura durante la visita della chiesa dagli spazi aperti ai fedeli fino agli ambienti riservati alla clausura monastica.
1. Navata dei fedeli
La navata destinata ai fedeli presenta una decorazione continua che coinvolge la volta, le pareti e le cappelle laterali, creando un ambiente unitario e fortemente immersivo.
La volta è decorata con una struttura a cassettoni dipinti, arricchiti da motivi ornamentali e figure sacre. Questo tipo di decorazione ha una chiara funzione simbolica: il soffitto diventa metafora del cielo e dell’ordine divino che sovrasta lo spazio terreno della chiesa.
Lungo le pareti laterali si aprono le cappelle, ciascuna decorata con cicli pittorici dedicati a santi o a episodi della vita di Cristo. Tra queste spicca la Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, affrescata da Bernardino Luini intorno al 1530. Il ciclo racconta i momenti salienti della vita e del martirio della santa, dalla disputa con i filosofi pagani, alla scena drammatica del supplizio della ruota, fino alla decapitazione. Le composizioni sono equilibrate, le figure eleganti e l’espressione dei volti riflette la tipica grazia dello stile di Luini, fortemente influenzato dalla lezione leonardesca.
Nelle altre cappelle sono rappresentati episodi della vita di Cristo, in particolare legati alla Natività, alla Passione e alla Resurrezione, affiancati da figure di santi riconoscibili attraverso i loro attributi iconografici. L’apparato decorativo è completato da cornici dipinte, grottesche e architetture illusionistiche che ampliano visivamente lo spazio.
2. Il tramezzo
Il tramezzo è l’elemento architettonico e simbolico centrale della chiesa. Esso separa lo spazio dei fedeli da quello riservato alle monache di clausura, ma al tempo stesso costituisce una vera e propria parete narrativa.
Nella fascia inferiore sono raffigurate numerose sante a figura intera, ciascuna identificabile grazie ai propri simboli: Santa Lucia con gli occhi, Sant’Apollonia con le tenaglie, Sant’Orsola con le frecce, Santa Cecilia con gli strumenti musicali. Queste figure avevano una funzione devozionale immediata e offrivano modelli di virtù cristiana.
Al centro del tramezzo si sviluppa la grande scena del Martirio di San Maurizio e della Legione Tebea, dedicata al santo titolare della chiesa. La composizione è animata, ricca di personaggi e caratterizzata da colori vivaci. Il tema militare si intreccia con quello religioso, sottolineando il sacrificio dei soldati cristiani che rifiutarono di rinnegare la fede.
Nella parte superiore è rappresentata l’Assunzione della Vergine. Maria ascende al cielo circondata da angeli, mentre gli apostoli, disposti in basso, assistono all’evento con gesti e atteggiamenti diversi. La scena introduce un forte senso di verticalità e di elevazione spirituale.
Al centro del tramezzo, in posizione dominante verso la navata, è collocata la pala dell’Adorazione dei Magi, realizzata da Antonio Campi nel 1578. Si tratta di un dipinto a olio su tela che si distingue stilisticamente dagli affreschi circostanti per il linguaggio più tardo e manierista.
3. Controfacciata
Sulla controfacciata, sopra l’ingresso, si trova un affresco realizzato da Simone Peterzano nel 1573. L’opera presenta un linguaggio pittorico più monumentale e drammatico rispetto a quello di Luini, offrendo un interessante confronto stilistico all’interno dello stesso edificio e testimoniando l’evoluzione della pittura lombarda nella seconda metà del Cinquecento.
4. Aula delle Monache
Oltre il tramezzo si accede all’aula delle monache, uno spazio completamente affrescato e destinato alla preghiera della comunità monastica. Qui la decorazione pittorica avvolge interamente l’ambiente, creando un’atmosfera di intensa spiritualità.
Sulle pareti sono raffigurate numerose scene della Passione di Cristo, tra cui l’Ultima Cena, la Flagellazione, l’Ecce Homo e la Crocifissione. Queste immagini accompagnavano la meditazione quotidiana delle monache, favorendo una riflessione continua sul sacrificio di Cristo.
Accanto alle scene cristologiche compaiono figure di sante particolarmente venerate, come Santa Caterina, Sant’Agata e Santa Barbara, rappresentate con compostezza e solennità.
La volta è decorata con un cielo stellato popolato da Dio Padre, dagli Evangelisti e da angeli, creando un potente effetto di elevazione spirituale e di continuità tra spazio terreno e dimensione celeste.
In quest’area è collocato anche il celebre organo Antegnati del 1554, una delle più importanti testimonianze di arte organaria rinascimentale, ancora oggi funzionante.
5. Chiavi di lettura
L’intero ciclo decorativo della chiesa si caratterizza per una forte unità iconografica e didattica. La pittura svolge una funzione di catechesi visiva, destinata sia ai fedeli sia alle monache. Lo stile di Bernardino Luini, improntato a grazia, equilibrio e dolcezza espressiva, domina gran parte della decorazione e riflette l’influenza di Leonardo da Vinci sulla pittura lombarda. La netta separazione degli spazi rispecchia la funzione monastica dell’edificio e l’organizzazione della vita religiosa.
Come arrivare
Indirizzo: Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore